LA PAROLA ALL'ESPERTO

1. Quando non è possibile eseguire l'impianto di terra utilizzando i picchetti, possono essere utilizzati come dispersori naturali i ferri d'armatura che fuoriescono dal terrazzo dell'edificio ?

2. La misura di resistenza di terra può essere effettuata con l'impianto nelle ordinarie condizioni, senza scollegare le utenze ?

3. Negli impianti realizzati qualche anno fa i montanti venivano posti all'interno dei tubi Bergman: questi tubi costituiscono massa ?

4. L'interruttore differenziale deve essere installato vicino al contatore in cantina oppure all'interno dell'appartamento ?

5. E' lecito utilizzare le tubazioni dell'acqua come conduttore di protezione in edifici civili ?

6. In caso d'installazione di un gruppo elettrogeno in sistemi TT o TN, è obbligatorio o consigliabile, il collegamento a terra del centro stella dell'alternatore ?

7. Perché nelle cabine MT e BT di distribuzione dell'Enel non è previsto l'interruttore di macchina sul lato BT del trasformatore ?

8. La norma CEI 64-8 prevede la possibilità di utilizzare il limitatore dell'Enel come interruttore generale ?

9. Gli impianti di pubblica illuminazione necessitano della Dichiarazione di Conformità ?

10. Ai fini della protezione contro i contatti indiretti, il solo interruttore differenziale da 30mA, di cui al DPR 447/91, è da ritenersi idoneo anche per impianti industriali con propria cabina di trasformazione ?

11. In un locale ad uso commerciale viene avviata una nuova attività: la ASL, per rilasciare l'agibilità, chiede la Dichiarazione Di Conformità dell'impianto elettrico, supponendo che al subentrare della nuova attività, siano stati eseguiti dei lavori. Chiedo se sia lecita tale richiesta.

12. Un impianto elettrico per essere "a regola d'arte" deve essere realizzato secondo le norme CEI ?

13. Il circuito di un campanello deve essere sempre a tensione non superiore a 24 V ?

14. Il committente ha affidato i lavori di adeguamento dell'impianto elettrico ad un'impresa che fallisce, si trasferisce o scompare: come può il committente entrare in possesso della Dichiarazione di
Conformità ?

15. Se il committente non paga, può l'impresa installatrice rifiutarsi di rilasciare la Dichiarazione di Conformità ?

16. Nel caso di un appartamento affittato, spettano al proprietario gli oneri dell'adeguamento dell'impianto elettrico ?

17. Nel caso in cui l'inquilino rifiuti l'adeguamento degli impianti per non sopportare i disagi dei lavori, quali mezzi giuridici ha a disposizione la proprietà per effettuare i lavori ?

18. E' possibile evitare, in caso di cortocircuito, l'intervento del limitatore installato nei gruppi di misura del distributore, per esempio ritardandone l'intervento, in modo che intervengano le protezioni dell'impianto dell'utente ?

Risposte

1. Nel caso prospettato i ferri del cemento armato verrebbero utilizzati come conduttore di protezione dal terrazzo alle fondazioni, come dispersori nelle fondazioni. Mentre è lecito l'uso come dispersori, l'uso come conduttore di protezione è più problematico, in quanto non è garantita la continuità longitudinale dei ferri, salvo casi particolari.
E' pertanto consigliabile ricorrere ad un conduttore di protezione.

2. Quanto sopra è espressamente permesso dalla norma 64-8, capitolo 6°, salvo casi particolari, nei quali ci si renda conto che l'impianto di terra non esiste e la sicurezza dipende essenzialmente da elementi disperdenti esterni inaffidabili, come ad esempio le tubazioni dell'acquedotto pubblico. In tali casi il verificatore può richiedere di effettuare la misura della resistenza di terra dei soli dispersori intenzionali. La norma offre la possibilità, in genere, di non staccare le utenze poiché, in aggiunta ai dispersori intenzionali, esistono dispersori di fatto estremamente affidabili, quali ad esempio ferri del cemento armato, che contribuiscono in modo fondamentale ad abbassare la resistenza di terra e dei quali è corretto tenere conto.

3. Non sono una massa se incassati sotto il muro. Se le scatole sono accessibili e metalliche sono delle masse.

4. Se i montanti, come in genere accade, non hanno masse, non è necessario proteggerli mediante un interruttore differenziale e l'utente può scegliere dove posizionare l'interruttore differenziale. Irrilevante la protezione del montante contro i contatti diretti. Installando l'interruttore differenziale in cantina evita lavori all'interno dell'appartamento, ma è poi necessario scendere in cantina per richiudere l'interruttore quando interviene.
Se invece il montante presenta delle masse ed il contatore è in cantina è necessario proteggere il
montante stesso con un differenziale, che andrà quindi installato in prossimità del contatore.

5. La norma consente di utilizzare una massa estranea come conduttore di protezione a condizione che
questa possieda i requisiti per svolgere tale funzione (sezione, continuità elettrica, etc.) e non possa venire rimossa se non sono previsti, in caso di rimozione, provvedimenti sostitutivi.
Poiché l'idraulico, quando deve effettuare lavori, non si cura di prendere tali provvedimenti, l'uso delle tubazioni idriche come conduttore di protezione è fortemente sconsigliato.
Soprattutto in assenza di un differenziale da 30 mA a monte, poiché in tal caso le tensioni pericolose vengono distribuite a tutti gli altri condomini.

6. Non è ne obbligatorio, ne consigliabile. Per migliorare la continuità di servizio è invece consigliabile un sistema IT; si evita così l'interruzione del servizio al primo guasto a terra.

7. Non si hanno prescrizioni normative in tal caso, e comunque non viene considerato necessario.

8. Effettivamente è una possibilità concessa dalla norma.

9. Non necessitano della Dichiarazione di Conformità in quanto non rientrano nella Legge 46/90 e DPR 447/91. La Dichiarazione non è comunque, ovviamente, vietata, la si può fare volontariamente.

10. Il DPR 547/55 richiede, sui luoghi di lavoro, l'impianto di terra dal 1955: poiché la Legge 46/90 si sovrappone e non sostituisce le disposizioni legislative precedenti, è chiaro che la sola protezione differenziale non è sufficiente.

11. Un tecnico ASL può chiedere la dichiarazione di Conformità relativamente ai lavori eseguiti dopo il 13.03.1990, data di entrata in vigore della Legge 46/90.

12. L'obbligo giuridico, riaffermato in particolare dalla Legge 1.03.68 n. 186 art. 1 è quello di realizzare a regola d'arte apparecchi e impianti elettrici ed elettronici. L'art. 2 della stessa Legge stabilisce peraltro una presunzione di regola d'arte a favore della norma CEI, in quanto ritiene a regola d'arte gli impianti e gli apparecchi elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme CEI.
Lo stesso dicasi per la Legge 46/90, la quale fa obbligo di realizzare impianti a regola d'arte e ritiene a tal fine sufficienti le prescrizioni di sicurezza delle norme CEI (art. 7).
In definitiva è sufficiente seguire le norme CEI per adempiere all'obbligo giuridico di realizzare
apparecchi ed impianti elettrici a regola d'arte, ma non è strettamente necessario: può ritenersi a regola
d'arte anche un apparecchio, o un impianto, costruito secondo altre norme.
In tal caso, l'onere della prova ricade sul progettista o sul costruttore, il quale dovrà dimostrate che,
applicando i contenuti tecnici di altre norme al caso specifico, ha conseguito un livello di sicurezza almeno equivalente.

13. Nessuna norma richiede che un campanello elettrico sia alimentato a tensione ridotta. Se il trasformatore per campanelli non è in sicurezza, si applicano le misure di protezione previste per i sistemi elettrici a bassissima tensione funzionale: in particolare, le masse devono essere collegate a terra, per quanto bassa sia la tensione: in alternativa, un punto del circuito deve essere collegato a terra, CEI 64-8 art. 411.3.3.

14. In tale eventualità al committente non resta altra possibilità che affidare la verifica dell'impianto ad un'altra impresa, la quale, terminata la verifica, si assume la responsabilità dei lavori rilasciando la dichiarazione di conformità, con riferimento alle verifiche compiute ed agli eventuali (ulteriori) lavori effettuati.

15. La risposta è affermativa, in quanto il principio di cui sopra è bilaterale, perché il mancato rilascio della dichiarazione di conformità non sia un atto pretestuoso.

16. L'adeguamento dell'impianto elettrico è considerato, sotto questo punto di Vista, equivalente alla manutenzione straordinaria e, come tale, compete alla proprietà.

17. Per quanto riguarda il futuro, nei contratti di locazione converrà esplicitare, in un'apposita clausola contrattuale, che il proprietario si riserva le visite nell'appartamento locato per tutte le ragioni connesse alla buona manutenzione dell'appartamento. Ad ogni modo, anche in mancanza di tale clausola, la giurisprudenza ha ritenuto che una delle cause di risoluzione di un contratto di locazione, può derivare dal rifiuto dell'inquilino, dopo ripetute diffide, di permettere al proprietario l'accesso al locale, per motivi gravi legati alla necessità di assicurare il buon godimento dell'appartamento, ed a maggior ragione, la sua sicurezza.

18. L'interruttore dell'Enel ha principalmente la funzione di limitare la potenza fornita all'utente, e tale funzione viene essenzialmente svolta dalla componente termica. Inoltre l'interruttore ha la funzione di protezione del montante dell'utente, attribuitagli dalla norma CEI 64-8, svolta dalla componente magnetica.